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RSS

(acronimo di RDF Site Summary) è uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti Web; è basato su XML, da cui ha ereditato la semplicità, l'estensibilità, la flessibilità.

RSS fu lanciato per la prima volta da Netscape (http://www.netscape.com/). Si trattava di un formato derivato da RDF (un linguaggio generico per rappresentare informazioni su Web) per la gestione dei contenuti del portale My Netscape Network (http://my.netscape.com/): il formato permetteva la visualizzazione sul portale di headline e link relativi a notizie pubblicate su altri siti e rese disponibili attenendosi a specifiche ben precise. Fu subito un grande successo: in breve, centinaia di fornitori di contenuti aderirono all'iniziativa e il portale My Netscape poté beneficiare di una vasta raccolta di notizie a disposizione dei propri utenti registrati.

Nel frattempo, lo stesso formato (e le sue variazioni successive) fu adottato progressivamente dalla comunità dei blogger: i post di un blog potevano essere facilmente esportati in RSS, in modo da essere resi disponibili a servizi di raccolta di contenuti. La popolarità dei blog è forse una delle ragioni principali del successo di RSS: migliaia di weblog iniziarono a produrre contenuti in RSS e iniziarono a proliferare siti che raccoglievano una selezione di post dai blog più seguiti (i cosiddetti blog aggregator) e programmi per fruire i contenuti di un blog direttamente sul proprio desktop o su altri dispositivi (RSS reader).L'immagine “http://www.eevl.ac.uk/rss_primer/gifs/rss_bbc.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Oggi RSS è lo standard de facto per l'esportazione di contenuti Web. I principali siti di informazione, i quotidiani online, i fornitori di contenuti, i blog più popolari: tutti sembrano aver adottato il formato RSS. Gli utenti possono oggi accedere a migliaia di feed RSS: alcuni siti (directory) raccolgono i riferimenti agli innumerevoli feed RSS disponibili sul Web.

Il formato inizialmente adottato da Netscape era una semplificazione del primo draft proposto dal W3C. Netscape denominò la versione 0.9: mentre la proposta del W3C era del tutto conforme a RDF, la versione di Netscape ne eliminava gli aspetti più complessi, ed era totalmente slegato da esso.

Nel 2000 il W3C ha pubblicato la prima versione ufficiale di RSS (versione 1.0): la versione era conforme a RDF, integrava la possibilità di estendere il formato con nuovi moduli e il supporto ai namespace XML. Quasi contemporaneamente, Dave Winer (CEO di Userland Software, società produttrice del popolare blog publisher Radio Userland (http://radio.userland.com/)), ha rilasciato una versione di RSS, figlia del formato utilizzato da Netscape, denominata 0.92. A causa della popolarità del formato adottato da Netscape prima, e da Userland poi, il formato 0.92 ha iniziato a convivere accanto a quello proposto dal W3C. I due formati sono incompatibili (sebbene i principali feed reader siano in grado di interpretarli entrambi correttamente).

Il formato 0.92 è stato ulteriormente perfezionato nella versione 2.0 (rilasciato da Userland nel 2002). Di fatto, oggi abbiamo a che fare con almeno tre differenti “dialetti”, tutti ugualmente diffusi:

  • RSS 0.92: il più vecchio tra gli standard oggi in uso, evoluzione del formato usato originariamente da Netscape;
  • RSS 2.0: rilasciato da Userland nel 2002, è l'evoluzione del formato 0.92, di cui eredita la semplicità, ma a cui aggiunge il supporto per moduli aggiuntivi;
  • RSS 1.0: è il formato ufficiale del W3C, conforme ad RDF, estensibile e modulare.

Chi produce contenuti da distribuire in formato RSS è così costretto a scegliere quale versione utilizzare o, come avviene nella maggior parte dei casi, a esportare i propri contenuti in tutti i formati disponibili.

Nonostante le differenti implementazioni delle diverse versioni, i documenti RSS condividono tutti la stessa struttura di base, che prevede:

  • un elemento <channel>, che contiene le informazioni sulla fonte dei contenuti (nel caso di un quotidiano online potrebbe contenere il nome della testata, la data di pubblicazione, informazioni sul copyright, ecc.)
  • una serie di elementi <item>, ognuno dei quali corrisponde ad un singolo elemento di contenuto (ad es. l'articolo di un giornale) e ne presenta tutte le informazioni (titolo, testo completo, nome dell'autore, ecc.)

Un feed RSS proveniente da un sito può essere facilmente importato da un altro sito Web, per incorporarne i contenuti all'interno delle proprie pagine.

Tecnicamente le strade percorribili sono diverse; generalmente, un apposito software si occupa di effettuare, automaticamente, il parsing dei feed RSS, ne estrae i contenuti (ad es. titolo degli articoli e descrizione) e li inserisce all'interno del codice HTML delle pagine, applicando le opportune trasformazioni. Sostanzialmente, si tratta del procedimento opposto a quello utilizzato per la produzione del feed.

In seguito all'aumento di popolarità del formato RSS e alla sua standardizzazione, sono nati diversi servizi online che fungono da “collettori” di contenuti: i cosiddetti aggregatori. L'obiettivo è quello di fornire un unico punto d'accesso a notizie provenienti da varie fonti; la standardizzazione del formato e la sua diffusione sono gli ingredienti che hanno reso possibile perseguire tale obiettivo.

Il vantaggio per l'utente è notevole, poiché ha la possibilità di accedere a tutte le notizie attraverso un unico sito Web (l'aggregatore), evitando dunque di dover visitare, uno per uno, i siti da cui provengono le notizie stesse (magari solo per scoprire che non ci sono stati aggiornamenti dopo la sua ultima visita).

Si ringrazia  Wikipedia , l'enciclopedia libera.

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